Il colpo gli aveva quasi spappolato la spalla e Frank si era ritrovato per terra a causa dell'urto: per una volta non era stato così sfigato. Era andata peggio al suo aggressore, che aveva messo nel tentativo di uccidere il detective tutte le sue forze e anche tutto il resto del sangue che ancora gli rimaneva in corpo.

Per Frank il giorno stava diventando ancora luminoso, per quanto un braccio attaccato per poco alla scapola, il dolore lancinante mesi di riabilitazione potessero considerarsi provvidenziali: la zitella infatti, chiamando i soccorsi e la polizia, evitò che il giovane investigatore diventasse il terzo cadavere in strada. 

"Allora Capitale, ancora alle prese con il Falcone Maltese?" "Si fotta, tenente" disse Frank al poliziotto che aveva fermato la barella, mentre si dirigeva verso l'ambulanza. "Dopo io e lei ci vediamo in ospedale eh? Così mi racconta" replicò il tenente, accompagnando la frase con un leggero schiaffo alla faccia di Frank. 

"In culo" pensò il detective, che voleva evitare polemiche e soprattutto casini con la licenza. 
Mentre la barella si stava avviando a destinazione, nonostante la dose mastodontica di morfina che stava cominciando a fare effetto, Frank non poté fare a meno di sgranare gli occhi quando vide un braccio amputato all'altezza del gomito nel bagagliaio dell'auto del suo aggressore. 

Fine terza puntata

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