Capitolo 1 - Lontano da casa

Il mio nome è Zasheir Jassan della nobile casata Jassan di Calimport, fiorente e potente città del Calimshan.
Nacqui nel 1345 nel mese di Flamerule, alla vigilia della festa di Mezzestate nel palazzo della mia famiglia.
Nacqui nella notte senza luna, mentre il vento caldo spirava dal deserto di Calim: mio padre fu fiero di me, perchè nemmeno alla nascita piansi. “Mio figlio sarà Syl-Pasha un giorno” disse mentre io, appena cosciente, gli serravo il dito con la mia mano.
Trascorsi l’infanzia, istruito dai migliori insegnanti di Faerun e cullato nella prosperità guadagnata onestamente dai traffici  di Khemed Jassan, mio padre.

Quello che i miei famigliari non sapevano, però, era che la notte sgattaoiolavo dalle mie stanze, nascondendomi nelle ombre del palazzo per uscire nelle strade di Calimport e unirmi ai miei coetanei, per giocare, correre per le strade e qualche volta rubare agli ubriachi addorementati agli angoli delle strade.
La mia vita era spensierata e le mie giornate trascorrevano nel vizio e nell’arroganza che ogni bambino nobile sviluppa se ogni suo desiderio si esaudisce.

Tutto questo almeno fino al mio tredicesimo compleanno.
In quell’anno, il Periodo dei Disordini, il mondo del crimine di Calimport fu sconvolto dalla morte di tutti gli assassini adoratori di Bhaal.
Come potete immaginare, parlare di mondo del crimine a Calisham vuol dire parlare delle più altre sfere del potere: pesanti tumulti seguirono e le famiglie nobili si divisero in fazioni per cercare di accaparrarsi il titolo di Syl-Pasha.

La famiglia Jassan, la mia famiglia, non fu esente da questi giochi di palazzo, ma appartenendo alla nobiltà minore, l’unica nostra possibilità fu di legarci alle casate più potenti, nella speranza di aver scelto il cavallo vincente.

Fummo fortunati. Ralan el Pesarkhal, che il clan Jassan sostenne fin dall’inizio, si guadagnò il titolo di Syl-Pasha; una volta sul trono di Calimport però, ci rendemmo conto che forse non era sta la scelta migliore per noi, capimmo perchè alcuni lo chiamavano Vipera del Porto.
Durante i suoi anni nei traffici più o meno leciti, Ralan si trovò spesso e volentieri a dover sottostare ai balzelli imposti dai Rundeen di Tashalar.

I Rundeen controllano tutte le spedizioni da e per il Calimshan e chi non è disposto a sottostare al loro dominio, si ritrova con tutte le proprie navi e le proprie mercanzie sul fondo del mare.
Una persona come la Vipera non può sopportare di vedere i propri traffici dimezzati.
Non appena divenne Syl-Pasha, obbligò tutte le famiglie nobili a donare, così disse, il loro figlio maschio più forte per creare una forza navale che difendesse l’intero Calimshan dalla minaccia dei pirati.
I figli dei nobili avrebbero garantito la giusta copertura a quello che in realtà era lo scopo della marina di Ralan, una ciurma di tagliagole e assassini assemblata con i soldi delle casse di Stato per contrastare il potere imperante dei Rundeen e spazzarli via dal Mare Splendente.

Come so queste cose? Perchè i Jassan dovetterò donare me per la causa dello Stato.
I miei genitori versarono lacrime e supllicarono in ginocchio Ralan di risparmiarmi questo supplizio, ma con estremo disprezzo il Syl-Pasha abbandonò la sala delle udienze.
Io, come uno sciocco, ero al settimo cielo, perchè finalmente avrei potuto dimostrare il mio valore.

Valore, se ripenso oggi alla mia stupidità, che parola vuota. Quale valore può avere un ragazzino che ha vissuto nella bambagia per tutta la sua vita e che ha compiuto un furtarello qui e là sui moli di Calimport?
I miei genitori sapevano dei trascorsi di Ralan, sapevano quale era il suo vero piano e per questo si erano buttati a terra a baciare i calzari ingioiellati del sovrano.

Quanto li disprezzai allora, io che vedevo in Ralan un modello da seguire.
Il giorno dell’adunata, partii all’alba con una sacca piena di gingilli inutili, senza voltarmi indietro e senza salutare la mia famiglia.

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