L'obitorio sembrava essere stato dipinto di rosso da un seguace di Pollock, mentre il tenente Poli si reggeva allo stipite della porta con le gambe tremanti.

Sicuramente non era stata un'autopsia particolarmente difficile a causare quel disastro: la scena tuttavia presentava una crudeltà ferale, inumana e tuttavia meticolosa, per la cura che era stata messa nella disposizione della rappresentazione macabra.
Poli si fece avanti nella sala, facendo attenzione a non contaminare eventuali prove: nonostante lo shock, rimaneva sempre un poliziotto.

Un corpo giaceva su uno dei due tavoli, mentre sull'altro erano stati accatastati parti di quella che il tenente capì essere Chiara. Chiunque avesse fatto quello scempio, si era anche preso del tempo: la testa della ragazza era stata scarnificata per metà con precisione chirurgica.

Poli non poté fare a meno di vomitare di nuovo. La cosa che notò subito fu l'assenza del braccio e del cadavere dell'uomo che aveva sparato a Capitale e che erano arrivati nel pomeriggio.

Poli quasi gridò quando l'altro corpo emise un rantolo.

Fine settima puntata

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