Capita che d'estate uno non vada via e che quindi ogni tanto debba occupare il tempo.
Ecco che vengono in aiuto le serie televisive ammerigane: perché, diciamolo, le serie italiane che fanno su Rai 1,2, 3, centordici sono inguardabili (ho visto una puntata di R.i.s. Roma: non fatelo, mai).
Ma anziché vedere Games of Thrones e Walking Dead come fanno tutti (anche perché le sto accumulando per vedermele tutte di fila), ho optato per altre cose meno conosciute. In Italia almeno. Mentre Berlino rimane sempre dieci anni avanti (cit.).
In attesa che mi arrivi attraverso il torrente o a dorso di mulo *ammicca ammicca* Bates Motel, serie che parla di Norman Bates, quello di Psyco per chi non lo sapesse, mi sono trovato altre tre serie di cui vi voglio rendere partecipi.

La prima è Beware the Batman.
Essendo grande fan del Caped Crusader, ho più o meno visto tutto quello che è stato girato su di lui, compresa la serie degli anni '60 con Adam West:


Meravigliosamente meravigliosa.
Beware the Batman è realizzato in computer grafica e si vede che non c'è un budget stellare dietro, ma è una serie onesta che si concentra sui cattivi meno noti dell'universo di Gotham City.
Per il momento ho visto quattro episodi, in cui inizia a esserci anche uno straccio di trama orizzontale, in cui vengono coinvolti alcuni personaggi comprimari di Bruce Wayne.
Niente di entusiasmante insomma, ma si lascia vedere, se siete dei fan, sfegatati per di più. No niente, lasciate stare.

L'altra serie che sto seguendo è sempre una serie di cartoni animati.
Si tratta di Adventure Time, a prima vista un cartone per bambini, ma che in realtà è una cosa assurda e inquietante. E lo si ama per questo.

Per dire...
Mi era capitato di vedere qualche episodio la sera mentre facevo il tour dei mille mila canali del digitale in cui non viene mai trasmesso nulla o quasi. A parte su Dmax. C'è sempre qualcosa su Dmax.

Adventure Time segue le avventure di Finn, un bambino umano, e Jake, il suo cane magico.
L'umorismo che adottano e certe situazioni spesso sembrano più rivolte ai genitori o agli adulti, che non ai bambini (cioè guardate l'immagine sopra, se negli anni '80 - '90 ci fosse stata una cosa del genere probabilmente saremmo una generazione di serial killer).
Il fatto che sia infantile in altre circostanze, per non dire la maggior parte delle volte, può trarre in inganno un osservatore poco attento.
Come successe per i Griffin su Italia uno.
Mi immagino, intorno a questo tavolo in mogano nella sede di Mediaset, le grandi menti che decidono i palinsesti.
"Guardate, ho questa serie americana con una famiglia e un cane parlante. Sembra i Simpson e..."
"Bene, programmiamola alle 14!"
"Ma, è volgare, un po' blasfema, forse andrebbe..."
"È un cartone animato, mettiamolo quando i bambini possono vederla."
"Non credo sia..."
"LALALALALALA! Andiamo a vedere un incontro di thai boxe tra polli!"
Il paragone tra le due serie è un po' ardito, ma il punto è che anche un adulto può trovare Adventure Time divertente.

Per finire, veniamo alla ciliegina sulla torta.
Hannibal, la serie che narra delle avventure del dottor Lecter, prima che finisse in carcere a parlare con Clarice Sterling.
Ora, vero è che la performance di Anthony Hopkins nei panni del cannibale più noto nella storia del cinema è difficilmente replicabile: era ironico, di classe, ma lasciava trasparire anche il lato più predatorio di Lecter, la fiera nascosta dietro l'uomo di cultura rispettabile e socialmente accettato.
Prima di lui, c'è stato Brian Cox che ha interpretato Hannibal Lecktor (nome cambiato per non si sa quale ragione) in Manhunter, film che narra le vicende che più recentemente sono state riprese nel film Red Dragon con Edward Norton, Ralph Fiennes e ancora Hopkins.
Manhunter è stato rivalutato recentemente, ma all'epoca non ebbe grande successo (direi immeritatamente, dato che è un film pregevole anche dal punto di vista tecnico). Cox non ha fatto un cattivo lavoro, ma non è diventato iconico come il suo successore.

Non mi piace ricordarlo, ma c'è stato anche un altro Hannibal Lecter, molto recente tra l'altro. Lui:

Ho un liuto e non ho paura di sporcarmici le mani
Gaspard Ulliel. Uno che fa le pubblicità dei profumi. Quelle coi tizi in mutande bianche che escono dal mare, mentre suona una canzone degli anni '30.
Hannibal Lecter - Le origini del male è un film brutto brutto. E non solo perché non regge il confronto con Il silenzio degli innocenti, sia chiaro: sarebbe un film orribile anche preso da solo.
E non lo dico solo io eh, che poi magari salta fuori quello che dice "Ma chi ti credi di essere?".
Hannibal Lecter - Le origini del male è stato candidato nel 2007 ai Razzie Awards, ovvero gli oscar dei film più brutti, in ben due categorie.
Si tratta di una sequela di immagini violente, fini a se stesse, che tradiscono l'iconografia del personaggio.

Ma sto divagando e per Hannibal Rising (che titolo altisonante in inglese) non ne vale la pena.
L'ultimo Lecter è Mads Mikkelsen, noto ai più per aver interpretato il cattivo nel primo 007 con Daniel Craig, Casino Royale.
Il tipo è bravo, ma bravo forte e la serie è davvero notevole.
Hannibal è ambientato cronologicamente prima di Red Dragon: Will Graham, profiler dell'FBI, viene richiamato in servizio per alcuni omicidi seriali, ma avendo alcune difficoltà a relazionarsi, a causa proprio delle capacità che gli permettono di essere il migliore nel suo lavoro, gli affiancano uno psichiatra, Hannibal Lecter.

Se avete lo stomaco debole, lasciate perdere la serie, perché niente o quasi viene lasciato all'immaginazione.
Mikkelsen fa un lavoro incredibile ed è supportato straordinariamente dai personaggi che gli ruotano attorno.
Il protagonista è Graham, ma quando Lecter è in scena, sapendo anche che personaggio interpreta, l'attenzione si sposta completamente su di lui.
I modi dello psichiatra cannibale sono compassati, ma non distaccati: si riesce a sentire l'empatia tra i due personaggi principali e l'empatia è proprio il cardine principale di questa prima stagione (o almeno dei primi episodi che ho visto).
Nonostante i crimini violenti ed efferati, l'attenzione degli sceneggiatori non è sugli omicidi in sé ma sui moventi e sulle dinamiche psicologiche degli assassini e dei personaggi.
Ricorda Criminal Minds, la serie sui profiler dell'FBI, ma a differenza di questa Hannibal si concentra maggiormente sulla trama orizzontale ai vari episodi, proprio per dare spazio allo sviluppo dei rapporti tra Graham e Lecter che porterà all'inevitabile conclusione che conosciamo dai film.
Indubbiamente è una delle serie che ho più apprezzato ultimamente.

Per caso avete delle serie da suggerirmi?
Aperto ai suggerimenti.


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