Piccola premessa: se cercate recensioni di film di registi come Lars Von Trier, Terrence Malick o Kim Ki-duk, in cui vengono analizzate cose come l'occhio della madre o la carrozzina che cade dalle scale, o ancora il transfer emotivo nei film di Almodovar, non ci troviamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Non troverete nemmeno Renoir, Bresson, Georges Méliès o l'espressionismo tedesco (a parte che vi suggerirei di  vedere altre persone, però possiamo rimanere amici e magari qualche volta usciamo ancora insieme, eh? Ciao eh, alla prossima allora).

Ok, ora che gli hipster se ne sono andati, parliamo di cose serie. Molto serie. Sattoh!
Da quando non è più The Governator (terribile vero??), Arnold è tornato a fare film.
Filmoni proprio di quelli classici, i film PUM PUM POW POW.
Dopo la parte in Expendables 2 (a fianco a tutte le leggende anni 80-90, meno una),

Canta la tua tristezza, Steven...

Arnold torna con un film da protagonista: The Last Stand.
Ray Owens, ex poliziotto della narcotici, si è ritirato in una sperduta cittadina al confine tra Arizona e Messico.
Quando un pericoloso narcotrafficante decide di passare dalla sua città per espatriare, Owens si frappone come ultima difesa.

Il film è palesemente un lungo spot per la Corvette (che ricordiamo è più veloce di ogni elicottero).
Ma ci sono anche tutti i luoghi comuni dei film action di una volta: azione come se piovesse, esplosioni e gli unici dialoghi sono frasi a effetto di quelle che fai: "Take that, BIATCH!", diventando improvvisamente un rapper bianco.
Last Stand è un film che non resta: lo testa il fatto che l'ho visto due ore fa e non ricordo assolutamente nulla, solo una sequela di onomatopee da arma da fuoco che nemmeno un episodio di Batman con Adam West negli anni '60.

Ma è proprio questo che cercavo in questo film: divertimento puro, staccare il cervello e ridere come un ebete per le battute sceme o le scene improbabili (il salto dal palazzo sparando è epocale).
Schwarzenegger gioca molto sul fatto di essere ormai avanti con gli anni e riesce a rimanere in parte e a essere credibile, molto più che Stallone a mio modesto avviso (sogno ancora la notte, tra i miei peggiori incubi, Stallone che corre verso l'aereo nel primo Expendables).
Se volete passare del tempo con questa espressione:


The Last Stand è il film perfetto.

Ah, se qualcuno degli hipster di cui sopra è rimasto fino a qui, beh io ve lo avevo detto: David Lynch lo trovate altrove.
Noi qui si fa solo brutto.
Ecco cosa penso di The Tree of Life


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