Piccola premessa: chi segue il blog sa che il racconto di Frank è uno dei motivi principali che mi ha spinto a intraprendere questa avventura.
Il fatto è che poi mi sono fatto prendere la mano e questo l'ho lasciato un po' da parte, insieme all'altro racconto sui pirati: il motivo è il più banale. Come andare avanti?
Beh, amici miei carissimi, forse oggi ho trovato il modo...

9.

Frank era rimasto in ospedale per due settimane, ricevendo spesso la visita del tenente Poli.
Visite non certo di cortesia, ma Poli voleva essere sicuro che non scappasse ancora, soprattutto perché era sicuro che Capitale avesse informazioni sull'assassino di Chiara che non aveva ancora condiviso.
Poli aveva cercato di fare un passo verso Frank, rivelandogli alcuni dettagli dell'indagine: l'auto dell'uomo che aveva sparato a Frank era stata rubata e il furto era stato denunciato settimane prima dell'incidente.

Frank, invece, continuava a non fidarsi: nel corso delle due settimane aveva cercato in ogni modo di ricordare qualche particolare della donna, ma l'unica immagine che aveva era un vestito verde.
La cosa peggiore è che continuava a sentire il rantolo di Chiara mentre spirava: l'ultimo suo ricordo prima di svenire e non poterla aiutare.

Il giorno della dimissione dalla clinica, Poli non solo pagò il conto, ma si fece anche trovare nel parcheggio: era intenzionato a tenersi Frank ben vicino in queste indagini.
Non gli avrebbe permesso di trovare l'assassino per primo e, allo stesso tempo, condividere la caccia gli evitava di pensare alla vendetta e a quello che avrebbe fatto a quel macellaio quando lo avrebbe trovato.

"Prima di riportarti a casa, passiamo dalla donna che ha denunciato il furto dell'auto."
Frank strabuzzò gli occhi incredulo: non aveva capito quanto Poli fosse intenzionato a coinvolgerlo. Per una volta mise da parte il suo egocentrismo e capì quanto effettivamente il tenete fosse innamorato di Chiara.
Aveva sempre pensato che fosse una cattiveria nei suoi confronti quella di averci provato con lei mentre erano ancora insieme, ma il fatto che ora lo portasse con sé, anche se non avrebbe dovuto, gli face capire come fosse disposto a tutto per catturare il killer.
"Marco, mi è tornato in mente un particolare della notte in cui Chiara..."
"Cosa?" tagliò corto Poli.
"C'era una donna nell'obitorio... mi ricordo solo un vestito verde."
Poli si limitò a registrare l'informazione: che una donna potesse compiere un delitto così efferato era decisamente strano.

Poli fermò la macchina di fronte a un centro residenziale: sembrava tutto nuovo e pulito.
I palazzi si affacciavano su un cortile ordinato.
I due uomini si fermarono di fronte al cancello d'ingresso, cercando tra le decine di nomi quello che interessava loro.
"Helena Weber, eccolo."
La voce resa metallica dal citofono indicò loro la strada.
I due si incamminarono attraverso il cortile raggiungendo il palazzo più lontano, senza dire una parola. L'aria era piuttosto fredda e non c'era un suono: sembrava che la maggior parte di quelle case fossero ancora in attesa di un padrone.
Quando furono davanti alla porta, Helena Weber l'aprì senza lasciar loro il tempo di suonare ancora.
Frank fu abbastanza colpito nel notare che la donna avesse il pomo d'Adamo.

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