Approfittando del fatto che non so come andare avanti con la storia di Frank Capitale (abbiate pietà) e con il fatto che l'Internetto offre l'accesso a mille informazioni, ho pensato potesse essere interessante parlare di qualcosa di diverso.
Già ci ho provato con Nikola Tesla, ma voglio insistere.
Per cui: let's do science!!

Sappiamo tutti che la natura e l'evoluzione hanno un fortissimo senso dell'umorismo (sì, qui parliamo di evoluzione: per i creazionisti due blog avanti).

Scusami, non posso portarti sull'arca...

Molto spesso fanno la loro anche i naturalisti: ci ritroviamo quindi a tu per tu con il maestoso Potoo, o Pooto, dell'Amazzonia (e di tutta quella zona lì piena di verde).

Pooooo... fame chimica abbestia

Oltre ad avere l'aspetto stralunato, il Potoo ha la simpatica caratteristica di vivere esclusivamente di notte, lanciando grida lancinanti e spaventose.
In sostanza, è un senzatetto tossicodipendente che si lamenta di notte davanti alla stazione.

Gli occhi sono dotati di una particolare palpebra che gli permette di percepire il movimento anche quando sono chiusi: questo gli permette di camuffarsi durante il giorno, grazie anche al piumaggio che ricorda la corteccia di un albero. Di notte urla e di giorno sta immobile: bella vita.

Il Potoo, come la maggior parte dei volatili notturni, è insettivoro. Ha una bocca immensa, rispetto alle dimensioni del corpo (tra i 20 e i 60 cm circa, a seconda della specie) che gli permette di ingoiare le prede intere.

Tipo...
Nonostante non abbia la minima intenzione di costruire un nido, preferendo rintanarsi negli incavi degli alberi (da buon emarginato sociale), il Potoo maschio è il faro della paternità.
Animale monogamo, si prende cura insieme alla compagna delle uova e dei cuccioli.

Vi direte ora: ma a noi del Potoo che ci importa?
Assolutamente nulla, ma almeno sapete che poteva andarvi peggio e potevate chiamarvi Potoo.

Bellllaaaaaaa (cit.)

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