La quarta puntata della serie TV dedicata agli agenti della Municipale dello S.H.I.E.L.D.
Finalmente vediamo azione, finalmente vediamo effetti speciali e colpi di scena.
No, non è vero.
Sempre la solita minestra anni '90 che sta diventando anche un po' patetica.
Nessuna vera idea innovativa, ma un lungo deja vu più evidente del gatto nero in Matrix.
Menzione particolare all'odio che i due scienziati provocano nell'auditorio: diventano sempre peggio di episodio in episodio, soprattutto lui.
L'unica battuta dell'episodio è sul fatto che "bambini e bambine sono diversi là sotto". Risate pre-registrate prego.
Anche l'alone di mistero su Coulson comincia a stufare: spero che nella quinta puntata inizi a sbocciare la trama orizzontale, altrimenti è una serie di ammiccamenti infiniti al limite del tic nervoso verso gli spettatori.
"Ehi hai visto? Eh? Il riferimento a New York?"
"Ma che hai all'occhio che continui a strizzarlo?"
Tipo così.
A giudicare da come è andata finora, sembra che i cattivi siano membri dell'A.I.M. dato che usano scienza avanzata e quant'altro. Ma potrebbe anche non essere così, visto che non viene spiegato una mazza, ma ci si limita alla trama dell'episodio, quanto di più lineare possibile.
Tristezza vera.

Passiamo però a qualcosa che mi ha davvero colpito e che vorrei condividervi.


Orfani, la nuova serie di casa Bonelli.
Bonelli è una casa editrice che mi ha sempre visto avvicinare titubante e con sentimenti misti. Adoro Martin Mystere e Nathan Never come personaggi e ambientazioni, ma ho letto molto poco.
Dylan Dog lo considero un caposaldo dell'horror, ma negli ultimi numeri che avevo letto, le storie procedevano sempre nello stesso modo, stancamente.
A parte una storia, che è stata la Storia con la lettera maiuscola di Dylan negli ultimi 5 anni almeno.
Mater Morbi.
Procuratevela, davvero: è angosciante e piena di orrore, ma non nel modo che potete immaginare.
Dietro questa storia c'è un grandissimo scrittore, Roberto Recchioni (che se siete attenti, vederete tra i blog suggeriti qua a fianco il suo, Dalla parte di Asso).
E ora ha preso in gestione il personaggio dell'old boy investigatore dell'incubo. E forse potrei iniziare a seguirlo nuovamente.
Nel mentre ho provato Orfani e devo dire che è notevole.

Innanzitutto è a colori e già questo è un passo completamente nuovo per Bonelli, almeno per certi versi: di solito i fumetti della casa editrice italiana che escono a colori sono albi celebrativi e diciamocelo, fanno un po' pena.
Senza nulla togliere agli artisti che ci sono dietro, ma i colori sono spesso piatti e incollati alle vignette.
Orfani nasce a colori e si vede. Applausi.
La storia, dal canto suo, parte come qualcosa di non originalissimo, ma il modo di raccontare, di introdurre i protagonisti diventa coinvolgente dopo poche pagine.
Orfani è un'ottima lettura. Dategli una possibilità.

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