Ieri sera, con la certezza che mi sarei annoiato, sono andato a vedere Ender's Game.
Non ero spinto dalla voglia di vederlo, ma dato che ho degli affezionati lettori, ho voluto compiere questo estremo sacrificio per far sì che anche voi non dobbiate compiere certi errori e soffrire di conseguenza.
Alla fine non mi sono annoiato, ma non certo per merito del film.

Ho deciso di farvi quindi una recensione divisa in due.
La prima metà sarà quasi completa, spoiler free e semi-professional (dato che fare recensioni è difficile e io non sono un giornalista).
Nella seconda vi dirò cosa davvero penso del film: siete avvisati, nel caso vogliate ancora vederlo, dovrò rivelare alcuni dettagli.

Prima parte.

Il film è brutto.
Passiamo alla seconda.

Dovrei articolare di più? Va beh dai.

Ammetto la mia totale ignoranza sulla serie di libri, tanto che stamattina mi sono documentato per cercare di capire le differenze con la pellicola cinematografica, per trovare delle giustificazioni a quanto ho visto.
Cose in comune trovate tra le due? I nomi dei personaggi e poi... No, niente. Basta.
La trama, un riassunto fatto male dei libri, è quanto di più trito nella storia del cinema degli ultimi anni: ciò che partoriscono gli sceneggiatori è la fusione di Starship Troopers e Harry Potter, ma senza il trash del primo o l'iconografia del secondo.
La maggior parte degli attori non sono nemmeno in parte, in primis Harrison Ford che usa due espressioni e peraltro sbaglia anche il momento: Harrison, se stai dicendo che qualcuno è morto, non devi ridere. Sono le basi della recitazione.
Non si migliora con il protagonista: Asa Butterfield.

Come immagino Asa Butterfield (courtesy of Michele)
Personaggio che dovrebbe avere dieci anni e pesta come un fabbro, ma al tempo stesso non riesce a fare venti flessioni senza morire sfiatato. Il leader naturale e carismatico che piange ogni tre per due senza apparenti motivi, dato che per amore di sintesi hanno ridotto al minimo i conflitti interiori del protagonista (cosa che nei libri è il tema principale peraltro).
Asa Butterfield che probabilmente passava di lì per caso ed è stato tirato dentro la produzione dopo un pestaggio.
Anche tutte le dinamiche tra gli studenti sono riassunte in pochi minuti, tanto da diventare paradossale l'affiatamento che si crea senza motivo tra loro.
Mi è piaciuto verso il finale un colpo di scena poco scontato, ma che avrebbe potuto essere sfruttato molto meglio in termini di reazioni tra protagonisti. Ma si sa che le grandi produzioni hollywoodiane non vanno molto sull'introspezione.
Non male la parte di effetti speciali anche se spesso ti trovi a pensare:


Il materiale da cui parte è sicuramente interessante, ma questa come la maggior parte delle trasposizioni letterarie non c'entra una fava è quasi completamente sconnessa: si vede che il regista si è sforzato e con lui tutta la troupe, ma è un progetto troppo ambizioso per contenerlo in un unico film, anche se esistono film ben peggiori che partono da universi molto vasti (tipo Avatar - The Last Airbender).

In conclusione, se avete amato la serie di libri lasciate perdere.
Se amate la fantascienza lasciate perdere.
Se non amate la fantascienza a maggior ragione.
Se siete masochisti o in compagnia andate al cinema, il motivo lo spiego nella seconda parte.

Seconda parte. 

Ecco, ora che quelli interessati a vedere il film se ne sono andati passiamo alla seconda parte della recensione.
Ender's Game fa involontariamente ridere e ci riesce benissimo.
Fosse solo per l'improvvisa apparizione di uno sconosciuto che è in grado di focalizzare un sacco di umorismo per un intero lustro.

Il momento del film è topico: il nostro Ender ha dimostrato ancora una volta il suo valore e viene trasferito nella squadra più forte della scuola militare, le Salamandre.
Deve presentarsi al suo nuovo ufficiale, Bonzo Madrid.
BONZO.
MADRID.
Vi prego, rileggiamolo un'altra volta.
L'ufficiale BONZO MADRID.

Sono Bonzo Madrid e ho un asciugamano, capito?
Vorrei chiedervi un favore personale: per qualsiasi cosa voi facciate online da oggi in avanti, usate Bonzo Madrid come vostro nickname. Sdoganiamo questo nome meraviglioso.
Un nome che può arrivare solo se i tuoi genitori ti hanno concepito nel bagno di un tempio buddista spagnolo.
Dopo l'ingresso in scena del personaggio, per il resto del film è impossibile ritornare seri, tanto che il film si è per me trasformato in una buddy comedy anni '90.

Tra le altre cose fondamentalmente esilaranti troviamo Ben Kingsley, che dopo quella cosa triste che si trova a fare in Iron Man 3, torna a vestire i panni di un mentecatto.

Ho vinto un Oscar, quattro nomination. Dove ho sbagliato?
Ben dovrebbe interpretare la parte del mega eroe che ha vinto la prima battaglia contro i Formic (la razza aliena contro cui combatte l'umanità), ma lo caratterizza come un santone poco ispirato e non credibile.

Che poi, signori miei, ci avete messo cinquant'anni a capire che una razza aliena dall'aspetto di insetti giganti, una razza che avete chiamato Formic perché assomigliano a delle formiche, agisce con il sistema a formicaio per cui uccidendo la regina muoiono tutti?
Mapperpiacere!
E pensate che i bambini siano gli unici in grado di batterli perché sono intuitivi dato che giocano ai videogiochi?
Ma che pretesto è? Cosa vuol dire?
E non basta solo questo a rendere il film un gigantesco "Ma che è?": dai dialoghi imbarazzanti ("Mio padre allevava cavalli, per cui capisco che questo ragazzo è un purosangue" o l'utilizzo della parola fanciullezza che non sentivo almeno da Edomondo De Amicis) alle scuse più idiote (un personaggio si causa una distorsione alla caviglia e non può combattere. A gravità zero).

Risate continuative accentuate anche dall'espressività di Harrison Ford di cui ho parlato sopra.
Il film visto in compagnia si trasforma e riesce a diventare sopportabile per le due ore che trascorrerebbero con una lentezza inesorabile fino al finale più mavacaghér degli ultimi anni.

Una menzione speciale va all'arma definitiva che gli esseri umani utilizzano per distruggere i Formic, il Dottor Morte. L'unica cosa che mi è venuta in mente è questa:



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  1. Bastava la prima parte, era molto esaustiva e completa

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  2. Risate assicurate.
    Soprattutto quando radono la testa a Bonzo, che diventa ancora più Bonzo.

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    1. Piantala con sti Bonzi, non siamo mica in Asia

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