Leo Ortolani è tra i miei scrittori di fumetti preferiti.
L'ho scoperto qualche anno fa grazie ai Classici Oro di Repubblica, collana che riproponeva in un formato non proprio ottimale alcune storie iconiche di diversi personaggi/autori più o meno noti del mondo del fumetto.

La storia di Ortolani che mi fece amare l'autore e la sua comicità fu Titanic 2000, parodia/omaggio al film di Cameron, che aveva delle perle di stupidità non indifferenti.
Iniziai così ad approcciare il personaggio di Rat-Man e le altre storie che apparivano sui volumetti.
Persi poi interesse quando le storie singole divennero archi narrativi interminabili e l'85% delle battute era incentrato sul fatto che il cartone animato basato sul fumetto facesse davvero schifo.

Non smisi però di seguirlo, almeno per vie traverse, tra cui il blog qui in alto a destra.
Così ho scoperto la nuova parodia, anzi in questo caso omaggio vero e proprio: Ratolik.
Perché questa di Ortolani non si può proprio definire una presa in giro del personaggio delle sorelle Giussani.
Ci sono battute pungenti e un sacco di ironia, ma è tutto molto garbato, nel rispetto di una colonna portante del fumetto italiano.
Lo stile è quello classico di Leo e la storia che confeziona è lineare e ripercorre molti dei topoi del personaggio originale.
Non ho apprezzato molto la qualità della carta e del volume in sé, dato che la maggior parte dell'inchiostro, a fine lettura, era sulle dita: per 3 euro e passa, mi aspetterei qualcosa di un po' più curato.
In ogni caso è sicuramente una lettura meritevole e poco impegnativa che vi consiglio.


Veniamo ora agli extra: Orfani, il secondo volume, e Black Science, nuova uscita di casa Image.



Di Orfani avevo parlato in questo post, con toni molto positivi e possibilisti.
Il secondo volume mi è sembrato un po' sottotono, ma credo dipenda dal naturale progredire della storia.
Molti elementi della trama e molti protagonisti rimangono infatti ancora "sospesi", senza una spiegazione.
Come potrete ben immaginare, è presto dare un giudizio complessivo su due soli numeri.
Per il momento mi ha agganciato e voglio capire gli sviluppi: stando alle parole dell'autore, Roberto Recchioni, molte cose verranno spiegate in seguito e c'è un punto verso il quale si vuole far andare il racconto.
Speriamo di avere per le mani un esperimento editoriale riuscito.




Black Science è strano.
Inizia subito in mezzo all'azione, senza spiegazioni, con un senso di angoscia crescente.
Non si capiscono le intenzioni, solo la frenesia della fuga.
Le immagini e le didascalie si susseguono e si avverte il senso di minaccia.
Il tutto a causa della "scienza nera" del titolo.
Nessun'altra spiegazione viene data.

Indubbiamente ti mette la voglia di continuare la lettura.
Le atmosfere tra la fantascienza e l'horror fanno l'occhiolino al più classico dei racconti di Lovecraft.
Dopo il primo numero, non posso che dirvi: leggetevela se amate questo genere di racconti sulla scienza fantastica.


NOTA: ho finito finalmente, dopo un mese Assassin's Creed IV: Black Flag. Ne parleremo a breve.

Posta un commento

 
Top