Elysium è il secondo lungometraggio da regista di Neill Blomkamp, reso famoso dal suo precedente lavoro: District 9.
Il film era davvero notevole: in un contesto fantascientifico, si parlava di xenofobia e segregazione razziale, andando a mascherare alcuni fatti realmente accaduti in Sudafrica durante l'apartheid. La trama era solida e tutto era girato come se fosse un vero reportage giornalistico o un documentario.
Veramente ottimo anche Sharlto Copley che recita la parte dell'ingenuo che si trova invischiato suo malgrado in uno scontro tra razze completamente diverse e diventando il tramite tra l'una e l'altra.

Tuttavia non siamo qui a parlare di quanto sia bello District 9, no.
Siamo qui per parlare del secondo film di Neill. Bello come il primo? No.
Trama: nel duemilacentordici, sulla Terra sono rimasti solo ispanici, neri e Matt Damon, che è piuttosto nervoso di questa cosa. Per comodità cambieremo in nome del pianeta in Messico.
Tutti gli altri (ovvero i ricchi cattivi e spocchiosi) si sono trasferiti su una stazione spaziale orbitante, Elysium, che per comodità chiameremo Stati Uniti di Elysium o U.S.E., a fare la bella vita con le ville e le piscine.
Matt Damon, che oltre a essere incazzato nero è pure affetto da sfiga cronica, subisce abusi dalla polizia robotica, che gli spezza un braccio. Arriva così ingessato al lavoro, gli viene detratta mezza giornata e la carogna gli monta sulla spalla. Fortuna che viene contaminato da una dose letale di radiazioni.
Mentre è sul letto agonizzante, l'amministratore delegato dell'azienda per cui lavora, riccone di U.S.E., lo sbatte fuori che se no gli macchia il lenzuolo (no, davvero).
Nel frattempo su U.S.E., Jodie Foster, che per comodità chiameremo Jodie W. Bush, fa fuori gli immigrati clandestini facendoli saltare in aria: Jodie si avvale dell'aiuto di Sharlto Copley, a cui è rimasto attaccato il personaggio di Murdock dell'A-team.
In una serie di improbabili eventi, sgominando un colpo di stato, scatta la riscossa sociale e la rivoluzione dove tutti possono vivere felici e contenti, tranne Matt Damon.

Il film è guardabile ed è anche ben fatto in termini di effetti e regia, ma il vero problema è la sceneggiatura.
Situazioni improbabili si susseguono l'una dietro l'altra, mentre alle spalle c'è sempre il tentativo della denuncia sociale.
Il fatto è che Elysium parte come un bel film e uno vuole credere che sarà un nuovo District 9, ma poi si scade nelle scene d'azione anni '90, nei personaggi macchietta e improbabili e nella banalità più totale. Su tutti Jodie Foster che vuole fare la cattiva, ma l'unica cosa che mi ricorda è Gaia De Laurentiis nella pubblicità dei dentifrici.
Elysium si lascia guardare e non provoca mai disgusto e noia (come Iron Man 3 per capirci), scorre anche piuttosto in fretta, ma non si può dire che sia uno dei migliori film di questo 2013.
Dategli una possibilità in queste vacanze: vale sicuramente più di un cinepanettone.

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