Solitamente, per leggi universali e fisiche, il secondo di una serie (che sia film, videogioco, libro o che altro) difficilmente riesce a surclassare l'immaginario e la forza di un primo capitolo.
Mi vengono in mente, per gusto personale forse, Terminator 2 o Indiana Jones e il tempio maledetto tra i film, Batman: Arkham City tra i videogame.
302 (per comodità, passatemelo) non è da annoverare nell'Olimpo dei secondogeniti di successo. Diciamo che è il figlio minore che cerca di imitare in tutto e per tutto il fratello, ma rimane sempre un passo indietro.

Rise of an Empire non ha una vera e propria personalità: calca i binari di 300 e si differenzia solo per una cosa, seppur molto importante. Il colore dei mantelli.
Da rossi a blu.

Tipo...

302 non è un brutto film, ma sa di già visto dall'inizio alla fine e manca del carisma e dell'epicità del primo. E nemmeno le tette di Eva Green bastano a risollevare totalmente l'attenzione, nonostante si possa dire a mani basse che è il momento più emozionante del film.
Bel ciondolo
In 300 c'erano i tizi che facevano vocalizzi a ogni frase epica del loro re, qui c'è Temistocle che potrebbe al massimo allenare il Cesena.
E non parliamo di Serse, che dopo Smaug, ha tutta l'intenzione di entrare a far parte della grande famiglia J'Adore lenuvùparfamdecristiandiò™.
Rise of an Empire diciamolo non è fatto per essere ricordato, se non per il personaggio di Eva Green qui sopra, che aggiunge un po' di colore (e tette, mai dimenticarle).

302 racconta eventi più o meno contemporanei alle Termopili e alla battaglia di Leonida, ma sposta l'attenzione sulle battaglie navali (o naumachie se vogliamo fare i professorini) che ebbero luogo nell'Egeo, culminando con la battaglia di Salamina che vide la sconfitta definitiva della flotta persiana, nonostante l'utilizzo di terroristi dinamitardi suicidi (no, davvero... non scherzo, ci sono nel film).

Potete stare comunque certi che l'accuratezza storica è l'ultima delle preoccupazioni del regista Noam Murro (che non ha nemmeno una pagina inglese su Wikipedia).
L'attenzione è solo sul combattimento.
Epici scontri totalmente al rallentatore, ma non solo.
Anche la costruzione delle navi è rallentata: movimenti di pialla e martellate in slow-mo. Cavalcate in mezzo a campi di grano in slow-mo, un'ora e quarantadue di film in slow-mo.
Considerando questo e il riciclo delle scene dal primo film, probabilmente avevano quaranta minuti di girato effettivo. Su green screen.

In conclusione, ho trovato il film piuttosto noioso, seppure visivamente interessante. Vale il cinema per gli effetti e per la caciara in compagnia, ma è evitabile.

Menzioni speciali:

  • la faccia di Temistocle che torna dalla nave di Artemisia. I suoi uomini chiedono come è andata e ci si aspetta da un momento all'altro che lui dica: "Lei mi ha dato il due di picche".
  • Prima del film, hanno proiettato una clip di Captain America: The Winter Soldier. Sembrava trappola in alto mare con Steven Seagal.


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