31 - L'Accademia di Anjur è il primo romanzo di Federica Petroni.
Federica Petroni, che conosco personalmente: questo vuol dire che o io conosco una scrittrice che diventerà famosa, o lei conosce un blogger che diventerà famoso.
O niente di tutto questo.
In ogni caso mi ha passato il suo libro, con la promessa di farle una recensione.

Che 31 sia un'opera prima si vede soprattutto nei capitoli iniziali, in cui il ritmo è piuttosto lento e si ha sempre un senso di già visto molto forte.
Diciamo che bisogna superare un attimo lo scoglio per il lettore, ma ancora di più per lo scrittore (o scrittrice nel caso specifico) che deve prendere confidenza con quello che sta facendo e con i suoi personaggi.
Perché anche se magari c'è l'idea di base, svilupparla è un altro discorso (*cof cof* prima o poi torno a scrivere del caro Frank Capitale, promesso).

L'Accademia di Anjur percorre tutti i topoi del romanzo fantasy: l'eroina involontaria, la scoperta di un potere, l'addestramento e le angherie, la riscossa e la rivalsa e vittoria finale.
Questo può essere un male che scade nella banalità becera, ma può anche essere un bene se, pur con elementi classici, si riesce a costruire una storia con un buon ritmo e scorrevole.
Fortunatamente 31 rientra nella seconda categoria.

Il romanzo, benché non abbia colpi di scena incredibili, si lascia leggere in fretta e dà quella sensazione chiamata ancora-un'-altra-pagina-poi-smetto che ogni libro dovrebbe avere.
L'elemento fantasy è piuttosto marginale per cui non aspettatevi creature di ogni sorta: quello che conta è tutt'altro (e meno male).
Mi ha ricordato molto i romanzi del ciclo dell'Assassino di Robin Hobb o in parte il ciclo di Martin per tipologia di fantasy, in cui sono pochi gli elementi straordinari e l'attenzione è incentrata sulla storia e sulle interazioni dei personaggi.
Molto carina e originale l'idea di introdurre la tecnologia, che aggiunge una punta di steampunk, ma senza strafare.

Non voglio rovinarvi la trama, ma voglio lasciarvi il piacere di scoprirla, perché ne vale la pena: sicuramente passerete dei momenti piacevoli in compagnia di Shani, la protagonista del romanzo.
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