Questa è una recensione decisamente difficile.
Quando andai a vedere RoboCop, tra i trailer proiettati mi colpì questo film con Chris "Cap America" Evans.
Sembrava uno di quei film pezzentissimi su cui è estremamente facile fare battute, un film dallo scarso spessore, con un sacco di scene d'azione.
Niente di nuovo tra i film di fantascienza che si vedono in questo periodo che spiegano tutto, riducendo al minimo le scene violente per poter abbassare il rating e aumentare al massimo gli incassi.

Snowpiercer non è però appartenente a questa categoria e la cosa mi ha davvero sorpreso.
La trama non ha nulla di veramente nuovo: in un futuro non troppo lontano, la maggior parte degli esseri viventi sulla Terra è morta a causa di una glaciazione. I pochi sopravvissuti vivono su un treno divisi tra ricchi passeggeri della testa del treno e poveri appartenenti alla coda. Fino a che i poveri non decidono che è ora di cambiare.
Il classico futuro distopico con lotta di classe.

Non è un film perfetto, ma nonostante le due ore e fischi di durata, non c'è un attimo di noia semplicemente perché non ci si aspetta il peggio.
Il film mi ha davvero entusiasmato, mi ha colto impreparato e anche le cose più strane (il regista è coreano e spesso e volentieri nei film asiatici noto degli elementi incomprensibili) si riescono a digerire.

Eppure non so se consigliarvelo, perché il finale lascia un senso di amaro in bocca, di non capito. Un elemento banale, ma che impatta in modo così forte su tutto quello che è stato costruito prima da essere destabilizzante.
Snowpiercer è un film che andrebbe discusso, perché è pieno di dettagli e cura, ma ci sono alcuni momenti che sembrano ovvie falle logiche.
Se dobbiamo fare un confronto con la maggior parte dei film di genere usciti negli ultimi tre anni, comunque, si classifica sicuramente nella lista dei primi cinque.

Personalmente è qualcosa che rivedrei con piacere.


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