Prima di iniziare la recensione, devo chiedere scusa.
Devo chiedere scusa al mio letto per averlo privato della mia presenza per i 142 minuti necessari che ho impiegato per vedere questo film, anziché dormire.
Devo chiedere scusa a chi mi ha accompagnato al cinema e che molto probabilmente ora ha arcobaleni nel sangue e il diabete, tanto questo Uomo Ragno è melenso.
Mi spiace. Perdonatemi.

Amazing Spider-Man 2 è un film che polarizza: non riesco a capire se sia solo brutto o faccia proprio schifo.
Certo ha delle cose positive, ma vengono annegate in un mare di melma.
Cosa c'è di buono chiedete?

  • L'Uomo Ragno in sé e per sé: costume, pose, battute e il dondolio con la ragnatela più bello che si sia mai visto. La regia delle scene in cui Spidey volteggia tra i palazzi o gli scambi irriverenti con i cattivi sono quanto di più vicino sia mai stato fatto al personaggio in calzamaglia blu e rossa.
  • Il fatto che lo abbia visto durante la Festa del Cinema e abbia pagato solo 3 euro il biglietto.
  • Poi c'era quella cosa... aspetta... non mi ricordo. No, niente.

Vi aspettavate un elenco più lungo? Mi spiace.
Il film oscilla tra la noia vera e l'assurdità più spinta: il tutto grazie alla premiata coppia di sceneggiatori Kurtzman-Orci (i geni dietro a Into the Darkness, Transformers: la Vendetta del Caduto e produttori di Ender's Game), accompagnati da Jeff Pinkner (responsabile di sei anni sprecati davanti a una serie di nome Lost).

Un'ora di film e forse più si concentra sul rapporto tra Gwen e Peter, tra Peter e Harry Osborn, tra Peter e Peter, tra Peter e suo padre morto, tra Max "Electro" Dillon e il resto del mondo.
Per tutto il tempo sembra di assistere a una puntata di Dawson's Creek con i superpoteri: l'apoteosi quando Peter ammette di aver spiato per un mese Gwen dai cornicioni e lei sorride intenerita.
Ma porca pupazza: è STALKING! Non è carino! Non è dolce! Peter Parker è un fottuto maniaco!
Il principale problema però è Max Dillon: trasformazione del personaggio inspiegabile anche con la sospensione di incredulità, motivazioni estremamente labili ed espressioni da truzzo luminescente lo rendono più che altro un manichino privo di spessore, nonostante sia la principale minaccia del film.

Lodevole come sono stati gestiti i tre cattivi presenti, rispetto alle pellicole passate: nonostante si vedano ben tre dei nemici storici del Tessiragnatele, la presenza a schermo di ognuno non infastidisce.
Detto ciò, mancano del carisma del Doc Octopus portato sullo schermo da Sam Raimi nel suo secondo Spider-Man.
Come detto, Electro è un manichino e Rhino si vede solo nelle scene già viste nel trailer.
Discorso a parte per Harry Osborn/Goblin.
Nei panni di Harry, il lavoro di Dane DeHaan è davvero notevole: figlio rinnegato e amico di lunga data, alla morte del padre passa da erede di un impero a pazzo scatenato con una progessione assolutamente credibile.
Nei panni di Goblin, il lavoro di Dane DeHaan è davvero ridicolo, ma non per colpa sua: il personaggio viene buttato a caso nel calderone e tutto ciò che ha costruito fino a quel momento viene cancellato completamente per cercare di tirare fuori qualcosa di simile al Goblin di Dafoe, come se fosse un'onta non far vedere un Osborn a cavallo di un aliante a razzo.

The Amazing Spider-Man 2 è un film che non merita un biglietto pieno al cinema, ma nemmeno un ridotto.
Se siete amanti dei supereroi e dei fumetti, guardatelo e non rimarrete delusi dalle chicche sparse. Per tutti gli altri, lasciate perdere: vi risparmierete 142 minuti di noia estrema.

Menzione speciale a un avvenimento noto ai lettori dei fumetti di Spider-Man che causerà non poco stupore in chi non conosce nulla dell'universo fumettistico e in particolare di Gwen Stacy.


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