Tra tutti i fumetti che ho letto (più o meno centordici milioni), John Constantine è uno dei miei personaggi preferiti.
Sicuramente rientra nella top tre personale degli anti-eroi più carismatici figli di pusottana della carta stampata.
Potete immaginare il mio entusiasmo quando vidi il trailer della imminente serie TV qualche tempo fa.

Ebbene ho visto il primo episodio pilota e possiamo parlarne, senza spoiler.
Constantine è la fedele trasposizione sul piccolo schermo di Hellblazer? Ovviamente no, ma era abbastanza scontato, a meno di non trasmettere in quarta serata.
Constantine non è un capolavoro, ma è sicuramente meglio dell'omonimo film con protagonista il monoespressivo Keanu Reeves.

Ho apprezzato il fatto che ci sia già un'accenno a una trama orizzontale, nonostante questo primo episodio voglia ricalcare lo standard delle serie sul sovrannaturale, tipo Supernatural (morti-indagine-mostro-uccidi il mostro).
Come già si vedeva dal trailer vengono ripescati alcuni elementi iconici del fumetto (Newcastle, alcuni personaggi, il manicomio), tuttavia sono solo una base o un pretesto, almeno in questa puntata.
Punto di forza in assoluto però è Matt Ryan che interpreta il protagonista: è semplicemente perfetto per la parte in ogni cosa e le mancanze che ha sono, purtroppo, imposte dalla sceneggiatura che soffre delle limitazioni imposte dal network tiranno.
menzione speciale agli effetti speciali, seppure limitati, che non risultano plasticosi.

Due sono gli elementi mancanti che mi hanno infastidito, data la loro importanza: il primo è l'assenza di sigarette (elemento fondamentale nel personaggio di John), il secondo è l'ambientazione (siamo ad Atlanta e non a Londra).
Il fatto che John non si veda mai con una sigaretta è dovuto alle pruriginose convenzioni televisive: questo però mette in serio pericolo la possibilità di vedere sullo schermo un ciclo fondamentale di storie di Hellblazer che ruota attorno al fumo.
Lo stesso dicasi dell'ambientazione: il fatto che John Constantine sia inglese e viva a Londra è fondamentale soprattutto per l'influenza che i luoghi hanno sul personaggio e sulle sue vicende, presenti e passate.

Indubbiamente ci sono delle premesse buone e anche solo per vedere Matt Ryan nei panni dello stregone vale la visione.
Poi magari finisce come Agents of S.H.I.E.L.D., ma vogliamo crederci per una volta.





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