Qualche tempo fa, rimasi perplesso dal leggere la notizia secondo cui ci sarebbe stata una serie dedicata alla polizia di Gotham City.
Era il periodo in cui Agents of S.H.I.E.L.D., la serie TV targata Marvel, era appena inziata e io ero ancora convinto potesse essere qualcosa che valesse la pena seguire: la mia perplessità nasceva prevalentemente dal fatto che mi sembrava un modo poco ispirato per la DC di tenere il passo della Casa delle Idee, che tra cinema e televisione stava macinando successi su successi.
Oggi, Agents of S.H.I.E.L.D. l'ho ampiamente abbandonato, mentre ho deciso di dare una grossa possibilità a questo Gotham.

Certo: leggendo le recensioni del primo episodio della nuova stagione di AoS, mi sta tornando voglia di vederlo, ma ne parleremo in un altro post.
Oggi ci concentriamo sulla DC.
Ammetto che le serie basate sui supereroi di questa casa editrice non mi hanno mai particolarmente entusiasmato.
Smallville era un teen drama di una lunghezza imbarazzante, Arrow  invece lo trovo così patinato che mi chiedo come gli attori non scivolino su loro stessi.
E non andiamo nemmeno a parlare di Flash, la serie spin off di Arrow: l'episodio pilota unisce la plasticosità di Arrow agli sguardi da salmone-che-risale-la-corrente che si vedevano in Smallville (oltre al fatto che se conoscete Flashpoint Paradox, avrete già capito dove si va a parare).

Gotham però ha un piglio diverso.
E il primo episodio convince parecchio.
La serie si concentra su un giovane James Gordon, non ancora commissario e appena tornato a Gotham dopo il servizio militare.
Gordon è un poliziotto onesto e integerrimo in una città corrotta, ma anziché lasciarsi traviare, sembra più orientato a rimanere fedele a se stesso.
In questo primo episodio viene messa tanta carne al fuoco, forse un po' troppa perché i personaggi sembrano attaccati l'uno all'altro con uno sputo, giusto per introdurli tutti.
Tuttavia, passando sopra alla carrellata di personaggi, la trama regge ed è abbastanza strano vedere le origini di Batman e non saltare subito vent'anni nel futuro, quando un adulto Bruce Wayne torna dall'Oriente per vestire i panni del Cavaliere Oscuro.
Qui ci si sofferma su James Gordon che indaga sulla morte di due eminenti cittadini di Gotham, nonostante la ritrosia del partner.
Gordon è un poliziotto che si trova buttato in mezzo a un dipartimento corrotto e che non sta al gioco, mettendosi contro a delle regole stabilite.

Ho tutto sommato apprezzato Benjamin McKenzie, nei panni di Gordon, nonostante temessi di sentirmi rimbombare questa canzone in testa tutto il tempo.
Sono però altri gli attori che ho maggiormente gradito:

  • Jada Pinkett Smith, che interpreta Fish Maooney, personaggio creato appositamente per la serie: è maledettamente convincente nel ruolo di bastarda con sete di potere. E sinceramente non lo credevo possibile.
  • Robin Taylor, ovvero Oswald Pinguino Cobblepot: incredibilmente viscido e intelligente, quasi lirico. La storia di origini è leggermente diversa dai fumetti, ma questa modernizzazione non guasta.
  • L'ultimo dei personaggi è interpretato da Cory Smith e trattasi di Edward Nygma, ovvero il futuro Enigmista: si vede per due minuti a dir tanto, ma mi ha colpito più di tutti gli altri (ve ne accorgerete se vedrete il primo episodio).
Chi spero invece cada da un tetto e si spacchi le gambe è Selina Kyle, futura Catwoman, il cui ruolo è quello di fare pose plastiche in luoghi assolutamente casuali e inutili: non ha alcuna finalità ai fini di sceneggiatura in questo episodio. Ok, la sua presenza servirà per il futuro, ma per tutto l'episodio era solo una presenza fastidiosa e non organica.

In conclusione, un primo episodio interessante che affronta la storia di alcuni personaggi iconici in modo assolutamente originale.
Speriamo continui così.
Ah, lo avete visto Joker vero?

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