Giusto perché è sabato e giusto perché è qualche giorno che non scrivo, veniamo a parlare della serie televisiva horror che sto vedendo con gusto al momento: The Strain.
Che siamo sempre a parlare di vampiri, perché sembra che ormai piacciano solo quelli, ma almeno questi non luccicano al sole.
Fosse solo perché creatore ed eminenza grigia della serie è Guillermo del Toro, un tipo che ha una certa fantasia per creature strane e inquietanti.

Tipo...
Ma com'è questa serie?
Siamo arrivati al nono episodio e devo dire che mi sta davvero piacendo il modo in cui è realizzata.
Gli effetti speciali sono curati e la regia, insieme alla sceneggiatura degli episodi, fila abbastanza bene.
Certo sulle circa nove ore di durata finora, qualche pecca c'è.
Soprattutto se andiamo a guardare i personaggi, le loro motivazioni e come agiscono: ogni tanto viene davvero voglia di bacchettarli con un ramo di salice dietro le orecchie, ma poco importa.

Personalmente sono passato sopra i momenti più alza-sopracciglio con molta facilità, principalmente perché, nel complesso di questa prima stagione, si ha sempre la percezione che la storia voglia arrivare da qualche parte: questo è merito probabilmente della serie di romanzi omonimi, scritti dallo stesso del Toro, da cui è tratta la serie.
Nota: ho letto solo il primo dei romanzi e sembrava parecchio un copione; direi che Guillermo aveva già in mente tutto. Vecchio volpone.
Anzi se proprio vogliamo fare i precisini, sembra quasi che del Toro è da Blade 2 che sta rimuginando su questi vampiri: provate a guardarvi un episodio della serie e il film del 2002.
Secondo voi è solo una coincidenza? Noi di Mistero pensiamo di no.

Una menzione speciale al personaggio di Eichhorst, ex gerarca nazista, poi vampiro: ogni sua scena è meravigliosa. Grosso merito soprattutto dell'attore Richard Sammel che lo interpreta.

Nel complesso, se state cercando una serie horror fatta bene o siete in attesa di American Horror Story, datele una possibilità.
Nessuna votazione, dato che si tratta di una serie in corso: occhiali nerd solo alla conclusione.





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