Tempo fa, si era parlato del primo trailer dedicato a questi cheloni antropomorfi e ipertrofici con toni carichi di aspettativa e attesa.
Leggendo le recensioni internazionali e quelle italiane, però, le mie aspettative si sono abbassate molto: in una scala da uno a Robert Wadlow, si attestavano intorno a Giancarlo Magalli.
A contribuire a ciò è stato anche il coinvolgimento nella produzione di Michael Bay, l'uomo che rovina l'infanzia (almeno ai bambini degli anni '80-'90 oggi cresciuti).
Proprio per questo non sono rimasto deluso ieri sera vedendo il film delle Tartarughe Ninja.

La trama è abbastanza banale e toglie gli elementi che nelle serie e film originali davano un po' di spessore a una storia di per sé assurda (ovvero quattro rettili muniti di carapace che fanno arti marziali), inserendo al contempo cose assolutamente forzate (come il rapporto di April con le tartarughe).
Questo film manca completamente di un qualsiasi tipo di spessore.
Prendiamo quello che dovrebbe essere la nemesi del quartetto.
Nella serie originale, Shredder era una minaccia e un rivale per motivi di onore e tradizione: c'era una rivalità profonda tra lui e Splinter che risiedeva nel passato comune in Giappone.
In questo film Shredder sembra un apriscatole molto elaborato.
No davvero: se dovete aprire un barattolo è perfetto.Ogni volta che era in scena mi domandavo se ci fossero anche delle pinzette o un cacciavite tra i suoi mille accessori a lama.
La sua presenza è inutile, attaccata alla sceneggiatura con un post-it macchiato di caffè, giusto per strizzare l'occhio ai fan della serie.
E a proposito di strizzate d'occhio (che dopo un po' sembravano più dolorose strizzate di genitali) anche tutti gli altri elementi iconici delle tartarughe sono inseriti solo con il pretesto di far piacere ai fan.
Per quanto riguarda la componente umana del cast, preferirei sorvolare e fare finta di nulla.
Sì, piace a tutti Megan Fox, bella. Ma un tronco di pino probabilmente è più espressivo e sinceramente io voglio vedere le Tartarughe Ninja, non April O'Neil: peccato che i primi quaranta minuti siano tutti per lei.

Il film fortunatamente scorre rapido, ogni tanto diverte e le scene di combattimento sono ben realizzate e intrattengono più di ogni altra cosa nei circa cento minuti di durata.
E forse andrò incontro a un linciaggio, ma mi è piaciuto molto anche questo nuovo look dei quattro protagonisti e del loro maestro, che diventano un po' più moderni, espressivi e meno plasticosi.
Si tratta di un film per famiglie, indirizzato alla parte più giovane di questo pubblico: finita la visione, non lascia nulla se non il ricordo di cose già viste.
Forse avrebbero potuto osare un po' di più, inserendo elementi adulti, ma sicuramente non avrebbero mai ottenuto gli incassi stratosferici che stanno avendo.
Voto:

Il mezzo è per la rivisitazione moderna dei protagonisti.
Meno Shredder. Shredder sembra l'invenzione di un designer scontento dell'Alessi.

Lo stesso del Merdolino...
Menzione speciale per Whoopi Goldberg e la sua totale, straordinaria e incredibile inutilità ai fini del film: quattro battute per qualcosa come cinque minuti a schermo, complessivi. E sto andando per eccesso.

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