Questa è la terza volta che cerco di scrivere la recensione di questo film.
La prima volta ho cercato di dare un giudizio sommario, bollandolo come film impegnato, tecnicamente fatto bene, quando in realtà non ci ho prestato la minima attenzione.
Durante la seconda stesura, dopo aver visto il film in lingua originale, ho provato a fare l'intellettuale impegnato, cercando di trovare gli aspetti positivi del film.
Da qui, parte il presupposto della terza stesura: punti positivi non ce ne sono.

Under the Skin è un film insulso che vuole a tutti i costi essere criptico e impegnato, ponendo l'attenzione su immagini molto belle, ma per niente funzionali alla storia.
Jonathan Glazer ha qualche capacità registica e si vede nella composizione delle immagini, nelle scelte di camera e tutto quello che volete, ma detto ciò il film è inutile.

Sono più di un'ora e mezza quasi totalmente priva di dialoghi, tanto che vi chiederete se tra gli effetti speciali del film non ci sia anche la capacità di dilatare spazio e tempo all'infinito, andando a sfondare anche la quarta parete e coinvolgendo direttamente il pubblico.
A tratti risulta quasi insopportabile, tanto che nemmeno le rosee e tonde natiche di Scarlett Johansson vi potrebbero trattenere da infilarvi due dita negli occhi.

Una diapositiva per bambini
Sì, infatti c'è quel piccolo particolare che in questo film Scarlet decide di mettere in mostra tutta la mercanzia.
E diciamolo pure con tatto e signorilità: Scarlet, tanta roba.

Mica cotiche, regazzì.
Ma al di là di questo? C'è dietro un film che vale la pena di essere visto?

Beh vediamo la storia: occhio agli spoiler, se volete vederlo.
Il film racconta di una tizia che deve sedurre ignari uomini solitari e attirarli in trappola, non si sa per quale motivo. Quando riesce a convincerli a farsi seguire, li conduce in una stanza completamente nera e vuota, dove i poveri malcapitati affondano nel pavimento nel tentativo di raggiungere la donna che si spoglia davanti a loro.
Che io dico, va bene che la promessa è quella di stantuffare la Johansson, ma due cose:
  • Non ti fai due domande se una come lei ti abborda? Soprattutto se non sei il campione mondiale di bellezza.
  • Due, diciamo che te la vuoi giocare: nel momento in cui vedi un luogo completamente nero, spoglio e assolutamente innaturale non ti viene voglia di scappare?
Evidentemente no. E quindi noi assistiamo a una sequela di rapimenti tutti uguali, che non portano a nulla, fino a che Scarlet non incontra un ragazzo affetto da neurofibromatosi.

DA QUI SPOILER SUL FINALE.
In lei scatta qualcosa e decide di scappare da questo posto (o lavoro, che lei fa per una strana creatura che compare a un certo punto).
Inizia la sua fuga nelle Highlands scozzesi, inseguita da un tizio in moto che presumo essere un collega: durante il tragitto fa cose e vede gente, fino a che durante uno stupro scopriamo che anche lei è una creatura aliena, travestita da donna. Lo stupratore, che aveva danneggiato il travestimento, prende così una tanica di benzina, cosparge l'aliena e le da fuoco. Fine.
FINE SPOILER.


Per come viene gestito il montaggio del film, noi non entriamo mai in sintonia con la protagonista, tanto che il finale diventa solo grottesco e quasi comico.
In sostanza il messaggio che dovrebbe passare è che Scarlet piano piano acquista consapevolezza dell'umanità e del suo nuovo corpo e inizia così a voler sperimentare cosa vuol dire essere sostanzialmente la preda.
Almeno fino a che non lo diventa sul serio, nella tragica conclusione.
Il problema è che essendo tutto così criptico, freddo e impersonale, alla fine a noi non interessa minimamente l'epilogo, perché non simpatizziamo minimamente per lei.

Il romanzo omonimo da cui è tratto il film ha come tema di fondo una critica alla società moderna, in particolare contro industrie, allevamento intensivo e altre tematiche pro-ambiente, il tutto in modo satirico.
Qui invece ruota tutto intorno a Scarlet e alla sua performance, che tutto sommato è anche apprezzabile (e personalmente non avrei dato due lire).
Il motivo probabilmente è che il cachet dell'attrice era talmente alto che per compensare conveniva tenerla in scena il più possibile.
Oppure... oppure potrebbe essere andata così:
Glazer: "Oh, ragazzi non ci crederete: ho fatto un film con Scarlet Johansson!"
Amico 1: "Dai non dire cazzate!"
Glazer: "No, davvero! E le ho fatto pure credere che è una roba artistica e che doveva spogliarsi."
Amico 2: "Seeee e poi?"
Glazer: "Guardate ho qui il montaggio finale. Aspetta eh, che vado avanti... un attimo... BUM!"
Amico 1: "Che poppe!"
Amico 2: "Che culo!"
Glazer: "Visto?"
Amico 1: "Ma poi il film com'è?"
Glazer: "Ma no, una merda, l'ho montato a caso. Era solo per vederla nuda."
Alti valori artistici.

Voto finale:

In conclusione, Under the Skin ha una discreta performance di Scarlet e alcune soluzioni tecniche buone, ma rimane pretenzioso e insulso.
Se amate i film lenti e siete degli hipster che devono darsi un tono nella movida, Under the Skin fa per voi.

Menzione speciale al fatto che se non avessi letto la trama di film e libro su Wikipedia, non avrei capito nulla. Non che siano necessari gli spiegoni, però almeno un accenno non farebbe male, signor Glazer: giusto per capire che l'aliena lavora per una corporzione extraplanetaria che cattura e alleva esseri umani per mangiarli.
Era un dettaglio piuttosto importante da raccontare, no?


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