Necropolis, la città dei morti altrimenti conosciuto con il suo titolo originale, As Above, So Below.
Il film ha due idee che ho trovato particolarmente interessanti, semplicemente perché amo l'argomento di che sta sotto a questi spunti narrativi.
Il primo di questi argomenti è l'alchimia: senza scendere nei dettagli della trama, la protagonista sta cercando la pietra filosofale, ovvero il fine ultimo di ogni alchimista.
Durante le sue indagini scopre che Nicolas Flamel, l'unico che si dice sia mai riuscito a fabbricarla, ha nascosto il frutto del suo lavoro nelle catacombe di Parigi.
Questo è il secondo elemento che ho trovato interessante: le catacombe di Parigi sono un'ottima ambientazione e, a memoria, poco usata.
Detto questo, arriviamo alle cose del film che invece non vanno bene.

In primis, il maledetto e mai troppo deprecato found footage, l'espediente che ormai utilizzano in ogni film horror da dieci anni a questa parte e di cui ho parlato talmente tanto da essere arrivato alla noia.
Basta, vi prego: non aumenta l'orrore una cosa del genere.
Si tratta di una soluzione spiccia ed economica per girare e lo capisco, ma impegnatevi con una telecamera fissa una volta o l'altra: tutto il film è un continuo agitarsi di inquadrature da cui non si capisce nulla.
E già di suo la trama non aiuta.

Vi troverete per 90 minuti, infatti, a sentire gente gemere, urlare o invocare aiuto, perché i dialoghi sono praticamente insistenti.
L'inizio offre degli spunti interessanti che non vengono approfonditi: dall'ingresso nelle catacombe in poi, si perde quasi completamente la trama e vediamo solo questa gente che cammina per i tunnel, dove ogni tanto compaiono persone a caso, senza motivo e con delle brutte intenzioni.
Dovrebbe essere l'inferno? C'è qualche gas strano che causa allucinazioni?
Non lo sapremo mai.
Sembra che nei film americani o spieghino qualunque cosa o non spieghino niente.
Questo film rientra nella seconda categoria ed è un po' un peccato, visto l'interessante background (chi era il cavaliere? I cultisti? Il tizio incappucciato? I tizi di pietra? Potrei andare avanti con molte altre domande).


Due e mezzo perché le premesse sono buone, ma sprecate: molti degli elementi inseriti nel film meritavano un approfondimento.
Così com'è, sembra un omaggio banale a Descent, di molto migliore.

Posta un commento

 
Top