Dopo almeno un mese di silenzio, torno finalmente a vedere dei film.
Non che non ci sia niente di buono al cinema: questo ultimo mese ha visto almeno tre pregevoli uscite stando alle recensioni degli altri blog, siti e carta stampata.
Ma perché parlarvi di quello che vanno a vedere tutti, quando posso scegliere un pessimo film.
A onor del vero, Ouija non è un pessimo film.
Diciamo che è banale, orrendamente banale.

Vediamo in breve la trama.
Due ragazze sono amiche d'infanzia e insieme si divertono a giocare con una tavoletta Ouija.
Divenute grandi, una delle due ritrova il giocattolo di infanzia e decide di usarlo da sola: dopo poco si suicida.
L'altra ragazza, che non accetta il fatto, coinvolge gli altri amici della defunta in una seduta spiritica, ma ovviamente le cose finiscono a schifo.
Non scendo nei dettagli, perché ci potete arrivare davvero da soli: certo alla fine c'è un colpo di scena, ma è così telefonato da fare invidia alla bambina di The Ring.
Che lei ti spaventava anche se sapevi cosa ti doveva dire, e non era: "Tesoro, sono incinta".

Il regista, Stiles White, prende alcuni dei topoi del film di genere e li collega insieme in modo lineare.
Non si arriva mai a simpatizzare per nessuno dei personaggi e si rimane nella completa indifferenza.
Gli stessi fantasmi non hanno nulla di nuovo: ultimamente sembra che basti usare Adobe After Effects per ottenere l'effetto "terrore dell'oltretomba".
E la cosa che dispiace è che tutto sommato gli effetti sono fatti bene, dato che White matura la sua esperienza in quel campo prima di approdare alla regia.

In conclusione, l'unica cosa che Ouija riesce a evocare è una noia abissale: un film realizzato discretamente, ma che non lascia nulla.
Voto finale:



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