A volte ritornano...
Dopo mesi di assenza da queste pagine virtuali, eccoci con una nuova recensione.
Oddio, nuova: diciamo che Spectre è nelle sale già da un po', ma vista la scarsità dell'offerta di questo periodo e visto che al nuovo Star Wars manca un mese, questo passa il convento, signora mia.
E come è questo ventiquattresimo capitolo di Bond?
Sono piuttosto combattuto,

Per divertimento, lo metterei subito dopo Casino Royale, che rimane indiscusso al primo posto nella mia personalissima lista di film dell'agente doppio zero preferiti.
Tuttavia c'è tutto il resto: rispetto ai capitoli precedenti qui la trama è piuttosto scarna e si concentra moltissimo sull'azione ignorante e sulle battute (motivo del divertimento del punto uno).
Tutto è molto abbozzato per essere un film che dovrebbe tirare le fila dei tre capitoli precedenti, andando a presentare un'organizzazione terribile che muove le fila di ogni caso su cui Bond ha indagato finora (a parte Quantum of Solace, di cui i riferimenti sono praticamente assenti, forse perché ha fatto schifo pure a loro).
Skyfall aveva dei punti molto forti e vincenti che andavano a creare un background notevole del personaggio, nonostante alcuni buchi piuttosto grossi nella sceneggiatura (come Silva riesca a fare alcune cose rimane inspiegabile ai più).
Qui invece non ci sono particolari buchi, perché non c'è un racconto solido: si tenta ancora di andare nel passato di Bond, ma in un modo talmente stiracchiato e ridicolo che fa quasi sorridere di tenerezza.

Eppure il film intrattiene e tutte le scene, seppur legate tra loro con lo sputo, sono molto belle tecnicamente (adoro la fotografia in questi Bond e Spectre non è da meno).
Parlando degli attori, Waltz sempre bravo, ma sottotono nella parte di antagonista, mentre Craig è un po' scazzato e meno piacione. A Daniè, se non aevi voglia potevi dirlo subito, non fare le interviste arrabbiate alla fine delle riprese.
Per quanto riguarda le Bond girl, troviamo Monica Bellucci che recita meno peggio del solito, ma solo perché ha dieci minuti scarsi e tutti assolutamente inutili ai fini della trama.
L'altra è Lea Seydoux che è tanto bellina e tanto bravina, ma che purtroppo viene buttata in una storia d'amore talmente finta che rovina un po' il personaggio.
L'unica storia d'amore che valesse davvero la pena includere in questa quadrilogia fu quella di Eva Green, che è rimasta presenza ingombrante per i quattro film, tormentando il personaggio e caratterizzando molte delle sue scelte.

In conclusione, è un film che vale la pena se siete amanti dei Bond di Craig, perché sicuramente vi divertirà. Se però di Bond amate lo spionaggio e gli intrighi questo non è propriamente il film per voi, soprattutto perché decisamente lungo per nessun motivo apparente.
Menzione speciale: Dave Bautista che ha iniziato la carriera cinematografica. A quanto pare i Wrestler degli ultimi anni, sono attori migliori di star conclamate.


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